Eros e virtù

schermata-2016-12-10-alle-00-01-59Interi mondi simbolici si aprono dentro lo spazio di una rappresentazione visiva. Banti ci mette davanti a quadri anche assai noti, come quelli di Manet, di Sargent, di Millais, di Velázquez, e ce li fa guardare per la prima volta, svelandoci, da storico, il modo in cui le élites sociali e culturali concepiscono i rapporti di genere, l’amore, la sessualità.

Watteau e Manet con due loro famosi quadri, L’insegna di Gersaint e Il balcone, ci mettono sotto gli occhi il mutamento fondamentale che ha luogo tra XVIII e XIX secolo nella cultura europea. Nel Settecento le nobildonne godono di molte libertà, sessuali, intellettuali e politiche. Una parte influente della più qualificata cultura d’opposizione (con Jean-Jacques Rousseau in testa) scatena un durissimo attacco contro queste libertà, direttamente collegato all’attacco politico contro i nobili e i sovrani. Il nuovo mondo che esce dall’esperienza della Rivoluzione fa tesoro di questa elaborazione, e di conseguenza mette le donne ‘al loro posto’: ‘angeli del focolare’, chiuse nella loro prigione domestica, questo sono le nipoti ottocentesche delle gentildonne di ancien régime, di cui non hanno più né le libertà sessuali, né quelle intellettuali, né quelle politiche. Per questo si può dire che la nuova società, nata dalla Rivoluzione, non viene costruita tanto senza le donne, ma piuttosto contro le donne. E così, nell’Ottocento borghese, il potere maschile trionfa. È un potere moralisticamente severo. E tuttavia è anche un potere pronto ad abbandonarsi a fantasie di dominio sessuale: è ciò che ci viene documentato dalla pittura di nudo, molto di moda per tutto l’Ottocento, e tutta concentrata sulle nudità di donne giovani e attraenti. A questo inquietante modo di immaginare i rapporti di genere si oppone proprio Manet con Colazione sull’erba, un quadro il cui significato viene decifrato nelle ultime pagine del libro Continua a leggere

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Gli uomini facevano la fila

Araki._Tokyo_Lucky_HoleTutto cominciò nel 1978 con un normale coffee shop vicino a Kyoto in cui le cameriere erano note per non indossare le mutandine sotto le minigonne e i collant trasparenti. Quando la notizia cominciò a circolare, strutture simili spuntarono in tutto il paese. Gli uomini facevano la fila fuori da quei locali aspettando di pagare un prezzo tre volte superiore al normale per un caffè servito da una giovane donna senza mutandine, nella speranza di una fugace visione. Nel giro di pochi anni, si impose una nuova moda: un salottino per i “massaggi” “senza mutandine”. La competizione per attirare i clienti portò questo nuovo tipo di attività a offrire una gamma di servizi sempre più bizzarra: “toccare” i clienti attraverso dei fori praticati in bare dove loro giacciono nudi, fingendo di essere morti, un servizio di ristorazione in interni per pendolari feticisti, giochi di ruolo con giovani vergini ecc. Tra tutta questa offerta spiccava un night club di Tokyo chiamato Lucky Hole. Qui la premessa era estremamente semplice: i clienti stavano in piedi da un lato di una partizione in legno, una hostess stava dall’altro; tra i due c’era semplicemente un foro abbastanza grande da permettere di infilarci un certo organo maschile. Nobuyoshi Araki era un assiduo frequentatore dei sex club del distretto di Shinjuku, a Tokyo, e li ha fotografati profusamente fino a quando, nel febbraio del 1985, l’attuazione del New Amusement Business Control and Improvement Act pose bruscamente fine all’era d’oro dell’industria del sesso giapponese. In oltre 800 fotografie, Tokyo Lucky Hole documenta lo spirito aperto di quei club attraverso l’obiettivo di Araki Continua a leggere

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Guida alla letteratura erotica

Guida alla letteratura eroticaL’autore di questa guida, Alessandro Bertolotti, racconta, senza remore né pregiudizi, la storia della letteratura erotica del mondo occidentale, dalla fine del Medioevo fino ai nostri giorni, prendendo in considerazione non solo i grandi romanzi ma anche scritti minori, raccolte di poesia, pamphlet, storie a fumetti, introdotti sempre nella realtà sociale e politica dell’epoca. Il lettore scoprirà che gli scrittori e gli artisti che con il loro talento hanno illustrato queste storie audaci, oggi più o meno accettati e integrati nel sistema, un tempo erano considerati dei ribelli, a volte rischiavano il carcere, in casi eccezionali la vita, sempre la riprovazione generale, perché spesso e volentieri usavano il sesso come un pretesto per mettere in discussione le ortodossie stabilite dalla Chiesa e dagli Stati sovrani, il cui potere centralizzato voleva uniformare mentalità e costumi. Di frequente le loro diventano opere scandalose, condannate nel famoso Index ma diffuse sottobanco, lontano dagli occhi della censura, grazie a collezionisti ed editori consapevoli del valore aggiunto insito nel proibito Continua a leggere

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Il culo non esiste solo per andare di corpo

il culoUna moderna, rivoluzionaria antologia della Letteratura Greca e Latina contenente (sempre in originale e con traduzione a fronte) una serie di testi rari o inediti che i programmi scolastici non hanno mai recepito e che i professori hanno sempre nascosto ai loro studenti. Ci sono brani semisconosciuti di Omero (La Fantozziade), Sofocle (I presidi), Lisia (il De recreatione), Platone (il Del Carlo). E poi carmi oraziani ritenuti perduti come l’ode a Noemi: fulgidas mirare nates Noemis / et nega, si vis, opus esse divom: / non modo ad faeces datur exituras / scilicet anus (“guarda le fulgide chiappe di Noemi, / e nega pure, se credi, che siano opera divina. È evidente che il culo non esiste solo per andare di corpo”) Continua a leggere

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Centouno cose di sesso

101Non è il solito libro sul sesso. Questo volume parte in realtà da dove si fermano i classici “manuali dell’amore”. Vale a dire che le informazioni di base sono date per scontate (in altri termini, nessuno spiega qui qual è la posizione del missionario), a beneficio piuttosto di tutte le notizie, i consigli, i suggerimenti, le curiosità, le dritte e i trucchi (da maneggiare con cura) per fare del sesso un super-sesso, o anche soltanto per spingere un po’ più in là le proprie fantasie. Da come gestire le proprie inclinazioni fetish a come organizzare l’orgetta ideale, da come si finge la verginità ai segreti di un orgasmo irripetibile, dagli otto modi diversi per dire a qualcuno che a letto non è granché fino ai cinquanta modi possibili per invitarlo tra le lenzuola, “101 cose di Sesso che non tutti dovrebbero saper fare” è un libro spregiudicato, istruttivo e spassoso. In altri termini, il “manuale” sul sesso che tutti dovrebbero leggere – ma non tutti mettere in pratica! – almeno una volta nella vita Continua a leggere

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L’immagine non puzza

TRIOL_cover-ok_1363013751Il punto di partenza è l’ultimo post di Ando Gilardi per Facebook, trascritto fedelmente in tempo reale da una sua meditazione in poltrona ad alta voce (rileggendo poi con lui e limando il testo sotto dettatura): La pornografia è uno dei casi in cui l’immagine dell’oggetto ha più effetto dell’oggetto. Perché l’immagine non puzza. A questa enigmatica affermazione seguono immagini sul triolismo: una formazione erotica nella quale il sesso è inevitabilmente ridanciano e sfrontato, no sentimentale. L’edizione si arricchisce ancora di due frammenti di testo dal repertorio gilardiano, uno dei quali inedito, elementi che accostati alle immagini producono un “nesso” potente Continua a leggere

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Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo

busiStanco di raccontare agli italiani le verità su di loro che essi non amano stare ad ascoltare, in questo suo libro Aldo Busi torna a fare le valigie per intraprendere un lungo viaggio attraverso isole, penisole, istmi e altre celebri e ignote realtà geopolitiche sparse nel pianeta. Passando da Capri a Itaca, dall’Irlanda a Salonicco fino a mettere piede nel promontorio di Sant’Elena, Busi compie le sue personalissime “prove d’esilio”, percorrendo luoghi che in comune hanno la rassegnazione con cui i loro abitanti vivono isolati gli uni dagli altri e tutti insieme dal resto del mondo, spesso senza neppure esserne coscienti. Lo perseguita un insonne spirito di osservazione che non gli permette di eludere alcuna esperienza: di sesso, di solitudine, di solidarietà. E così, tra una passeggiata nello squallore degli slums di Johannesburg e un party di lusso a New York, scopriamo che l’emarginazione ha la pelle di tutti i colori, si annida al vertice come alle fondamenta della piramide sociale e non risparmia nessuna etnia, nessuna posizione di privilegio, nessun reddito. E l’ultima àncora Busi la getta nella più insospettata delle isole di Pasqua, dove si respira l’ironica consapevolezza che “siamo feretri in ballo, il ballo della fine apparente, tra l’interramento e il volo, con dentro ancora qualcosa di vivissimo che risuona e fa schiodare la cosa, non ancora del tutto definitiva, avanti e indietro dal cimitero della ragione e della sua spensierata materia, senza mai nulla di fatto…” Continua a leggere

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Sesso solitario. Storia culturale della masturbazione

mastuNella cultura classica, la masturbazione non provocava particolari ansietà, al massimo era oggetto di scherzi e barzellette. E neppure l’ebraismo diede troppo rilievo alla questione: l’unica, vera colpa di Onan era quella di non procreare. Fu in età medievale che la sessualità diventò la piaga da debellare, a favore di una castità salvifica e edificante, mentre l’autoerotismo veniva al massimo considerato una forma di grettezza. A trasformare la masturbazione in un grave problema morale e medico fu, nel 1712, la pubblicazione di un libercolo che ebbe larga diffusione e acquistò notevole credito, malgrado fosse opera di un ciarlatano che pubblicizzava i propri intrugli. Paradossalmente, la masturbazione moderna è dunque figlia dell’era illuminista, che la considerò un atto antisociale con una malsana componente immaginativa. L’incremento degli spazi domestici e della lettura privata e silenziosa furono infatti nuovi fattori che favorivano l’eccitazione solitaria, soprattutto femminile. Solo grazie a Freud l’autoerotismo fu riconosciuto una fase naturale dello sviluppo identitario e sessuale. Fino ad arrivare ai nostri giorni, segnati da provocatorie performance artistiche e dalla commercializzazione dei vibratori Continua a leggere

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Storia della masturbazione

masturbazioneLa masturbazione è la prima attività sessuale dell’individuo. Stengers e Van Neck raccontano il terrore che l’autoerotismo ha prodotto su intere generazioni; un sentimento diffuso da teorici, teologi e scienziati che ha avuto il suo picco nel XIX secolo. Non di rado sono state spacciate come verità dicerie prive di qualunque fondamento scientifico (chi non ha mai sentito che la masturbazione porterebbe alla cecità?); un fenomeno da mettere in relazione anche al grado di controllo che la morale di ogni epoca ha esercitato sui comportamenti delle persone. La storia delle opinioni più interessanti (o terribili) sulla masturbazione: dal medico inglese Bekker che, nel 1771, pubblicò un libro sulle conseguenze dell’autoerotismo, al medico svizzero calvinista Samuel Tissot, autore di un trattato sulle malattie causate dalla masturbazione. Anche autori come Rousseau e Voltaire espressero la propria opinione in proposito. Negli Stati Uniti uno dei maggiori oppositori della masturbazione fu il medico John Harvey Kellogg (l’inventore dei cornflakes) che descrisse l’autoerotismo come “crimine abominevole”. Jean Stengers e Anne Van Neck guidano il lettore in questo viaggio a ritroso nella storia per spiegare come nelle diverse società sia stata percepita, condannata o stimolata la pratica dell’autoerotismo. Continua a leggere

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Sex. Erotismi nell’arte

sexDalle raffigurazioni più allusive a quelle più esplicite, fin dall’antichità l’arte ha sempre mantenuto forti legami con la rappresentazione del sesso. Nell’iconografia classica esiste una lunga lista di opere scandalose, tenute nascoste o custodite gelosamente per pochi, capolavori considerati oltraggio al pudore e banditi per il loro contenuto, ma è solo attraverso l’interazione con i mass media e con i moderni strumenti di diffusione che nasce il concetto di oscenità. In questo nuovo saggio Luca Beatrice, critico d’arte ironico e aperto alle molteplici sollecitazioni visive dell’arte contemporanea, esplora un tema “hot” che da Courbet a Picasso, da Man Ray a Mapplethorpe arriva alle performance di Vanessa Beecroft e Jeff Koons, agli spettacoli di Madonna fino a YouPorn, ultima frontiera dell’intrattenimento erotico Continua a leggere

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