La ragazza con la gonna in fiamme

Nelle sue storie Aimee Bender usa la dimensione surreale e fantastica, a volte fiabesca, per raccontare in maniera originale l’amore, il tradimento, il desiderio sessuale, le dinamiche familiari, l’amicizia. Dietro un uomo che torna dalla guerra senza labbra, una donna che partorisce misteriosamente la propria madre, un folletto che si innamora di una sirena nei corridoi di un liceo americano – dietro l’ereditiera o la bibliotecaria che cercano di esorcizzare il dolore con il sesso, dietro il delinquente ossessionato dalla propria bruttezza – c’è in fondo ognuno di noi, con la sua solitudine, le sue paure e le sue infinite possibilità di redenzione. Figlia del postmoderno di Calvino e del minimalismo di Carver, la scrittura leggera ma mai banale della Bender è una forma di «realismo magico» dallo straordinario impatto emotivo.

Alla sua uscita negli Stati Uniti, La ragazza con la gonna in fiamme è stato segnalato fra i libri dell’anno dal New York Times ed è rimasto per sette settimane nella classifica dei bestseller del “Los Angeles Times”. Già pubblicato in Italia da Einaudi col titolo Grida il mio nome, viene ora proposto nella nuova traduzione di Martina Testa.

 

Aimee Bender, La ragazza con la gonna in fiamme, traduzione Martina Testa, Minimum fax

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