Essere donna, la mia tragedia

plathNella interessantissima e coinvolgente rubrica che Lucrezia e Giorgio Dell’Arti firmano su “Io Donna”, il femminile del “Corriere della Sera”, nel numero dello scorso 23 febbraio compare il ritratto della poetessa americana Sylvia Plath. Colpisce in particolare il seguente passaggio: “Essere nata donna è la mia terribile tragedia. Dal momento in cui fui concepita sono stata condannata a sviluppare le mammelle e le ovaie piuttosto che il pene e lo scroto, condannata a una sfera d’amore, di pensiero e di sentimento rigidamente circoscritta dalla mia ineluttabile femminilità”. Nata nel 1932, morì suicida a trent’anni.

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